Un fisico premio Nobel concorda con Elon Musk e Bill Gates sul futuro: avremo molto più tempo libero, ma forse non più un lavoro

Nell’era dell’automazione e dell’intelligenza artificiale (IA), il mondo del lavoro sta cambiando profondamente. Con l’arrivo di nuove tecnologie, molti si chiedono quale sarà il ruolo degli esseri umani in un mondo dove le macchine possono svolgere gran parte delle attività.
Una sera in open space
In una fredda sera d’inverno, in un open space aziendale quasi al buio, un ingegnere si siede davanti a una riga di codice che ha appena sostituito tre dei suoi colleghi. Questi ultimi hanno lasciato il loro posto tramite una “rupture conventionnelle”, ossia una cessazione concordata del rapporto di lavoro. L’atmosfera nell’ufficio è silenziosa: nessuno applaude né piange, e le luci si spengono un po’ prima. Intanto, sulla piattaforma di lavoro Slack, un manager scrive: “Bravo, hai appena automatizzato tutto il processo.”
I protagonisti: Gates, Musk e Parisi
Il dibattito sull’automazione coinvolge figure di rilievo come Bill Gates, Elon Musk e Giorgio Parisi. Gates, noto come il miliardario del software, ha messo in guardia sugli effetti dell’IA, affermando che queste tecnologie “porteranno via molti posti di lavoro”. Musk, imprenditore di auto elettriche, ha dichiarato che “l’IA potrebbe rendere il lavoro opzionale” e ha proposto un “reddito universale elevato” per mitigare gli effetti sociali della disoccupazione. Giorgio Parisi, vincitore del Premio Nobel per la Fisica, applica modelli di sistemi complessi all’economia per illustrare come pochi individui, grazie all’IA, potrebbero gestire interi settori.
Un nuovo modello economico
Secondo Parisi, l’economia moderna può essere paragonata a un “fluido turbolento”, un insieme caotico e disordinato dove tutto influenza tutto. Egli avverte che se i sistemi di IA diventano la norma, solo il 10% della forza lavoro potrebbe essere necessario per gestire l’intera società, mentre il restante 90% potrebbe vedere il lavoro tradizionale ridursi drasticamente. Questa distribuzione potrebbe portare a un aumento della produttività individuale, ma anche a tensioni sociali se i profitti restassero concentrati nelle mani di pochi.
Strategie per adattarsi e resistere
La risposta a questo futuro incerto potrebbe trovarsi in strategie personali di adattamento. Trattare il tempo libero come il principale asse patrimoniale è fondamentale. Nei prossimi 12 mesi, si consiglia di bloccare “due finestre fisse alla settimana”, dedicandole a competenze resistenti all’automazione come la facilitazione di gruppi, l’assistenza e l’artigianato. Un altro aspetto importante è rafforzare i legami sociali attraverso attività comunitarie.
Sfide e opportunità
Il panorama futuro presenta rischi psicologici e sociali significativi. Per chi affronta licenziamenti ripetuti, non è solo la perdita economica il pericolo, ma anche la perdita di senso e motivazione. Esiste il rischio di una società libera dal lavoro focalizzata su attività consumistiche come lo “scroll” inutile sui social media. Tuttavia, c’è anche la possibilità di rivedere il concetto di lavoro, includendo attività creative e socialmente rilevanti.
Un futuro da riscrivere
Elon Musk e Bill Gates offrono visioni diverse su come affrontare le sfide del futuro. Musk propone il reddito universale elevato, mentre Gates suggerisce una tassazione sui robot per finanziare la protezione sociale. Giorgio Parisi, al contrario, non fornisce soluzioni politiche specifiche ma avverte sugli squilibri che potrebbero insorgere senza un’azione adeguata.
L’ascesa dell’IA può ridisegnare il futuro lavorativo in molti modi. Se affrontata correttamente, questa trasformazione può portare a una società in cui il tempo libero è usato per una realizzazione personale significativa, migliorando il benessere collettivo. Tuttavia, senza cambiamenti strutturali, le disparità esistenti potrebbero ampliarsi. Invitiamo quindi i lettori a riflettere su come adattarsi a questi cambiamenti e a considerare come le loro azioni individuali possano contribuire a un futuro più equo e sostenibile.